E se bastasse soltanto una cultura diversa?

C'era una volta un Paese che conosciamo bene, a capo vi era un dittatore brutto e cattivo - ci hanno detto poi- ma non è lui il protagonista di questa storia, c'erano gerarchi e soldati, ma neanche loro sono al centro di questa vicenda, c'erano invece dei piccoli funzionari dello Stato, a loro era affidato il compito di gestire il buon funzionamento degli apparati, un grigio ma indispensabile lavoro tra le scartoffie negli uffici pubblici.
Vi fu un conflitto mondiale, una guerra terribile, una rivolta sociale senza pari, soprattutto per quel Paese, fratelli si combatterono e si uccisero e, quando l'orrore fu finito, i vincitori - ammesso che ve ne fossero - vollero per prima cosa punire duramente i rappresentanti di quel vecchio ordinamento politico, gerarchi, soldati, uomini di cultura...tutti, tranne quei dirigenti che sapevano far funzionare la macchina dello Stato; a questi venne perdonato l'aver giurato fedeltà a chi era stato sconfitto, perché il loro compito era il fulcro della ripresa economica e sociale di quel Paese, così straziato dalla guerra.
Tutto cambiò, nel corso del tempo "questi eroi" andarono in pensione e vennero sostituiti, ci fu la ripresa economica ma...ahimè, cambiò anche il modo di fare politica e, con questo persino l'idea di cosa significasse l'Amministrazione Statale!
Le cose andarono avanti per più di 50 anni poi, un nuovo vento di esasperazione popolare ribaltò tutto di nuovo; venne mandato a casa chi per tutti questi anni, tra ruberie e malefatte, aveva considerato la politica come qualcosa di personale, cambiarono finalmente Presidenti, Ministri e Sottosegretari...e dei successori di quei vecchi funzionari che ne fu? Purtroppo erano cambiati anche i loro compiti, venivano scelti tra le fila dei Partiti di potere e messi alla gestione delle clientele a spese dello Stato. Ma ora che è tutto cambiato, che ne sarà di loro?
Finché la gente crederà che 1 milione di posti di lavoro sono pure troppi, perché gli basterà vedere sistemato il figlioletto, finché si crederà che è il bene del singolo che fa il bene della collettività - e non il contrario- finché si continuerà ad elemosinare, a mendicare un posto di lavoro piuttosto che pretenderlo...allora quei funzionari continueranno ad esercitare l'arrogante potere di prima, allora i progetti per il rilancio economico del tessuto sociale del Paese, saranno idee fuori dalla portata dei cittadini, apparentemente lontani anni luce dalle loro esigenze.
Finché non ci si ribellerà, soprattutto nelle realtà più piccole, soprattutto in Umbria, dove il clientelismo trova una delle applicazioni meglio riuscite, all'ordine di cose per il quale, l'ultimo dei funzionari comunali, magari incompetente ed inadeguato al suo ruolo, può cambiare la vita della nostra famiglia (garantendo un'assunzione, riclassificando un terreno tra le aree edificabili - i progetti faraonici, non è vero che non servono a nessuno! - magari intervenendo presso questo o quell'Ente...) allora non ci scrolleremo mai di dosso il peso delle Amministrazioni di sinistra che ancora oggi insegnano, che una tessera di Partito vale più di un ricco curriculum, che un amico influente, conta di più dell'aver avuto 1000 buoni professori.
I discendenti di quei "vecchi eroi" non sembrano essere all'altezza dei loro avi ma, visto che nel leggere quanto sopra, nessuno di voi si è meravigliato o meglio ancora scandalizzato, perché tutti sappiamo che è davvero così e anzi, ci saremmo sorpresi se qualcuno ci avesse detto il contrario, credo proprio che sostituire questi funzionari, come certa satira politica voleva lasciare ad intendere, serva davvero a poco; come al solito non potranno essere i Governi da soli a fare la differenza, la speranza sta in un cambio radicale di mentalità, in una rivoluzione del modo di pensare, in un nuovo risorgimento culturale nel quale il Paese, riacquisti coscienza di popolo, ma questa battaglia, fortunatamente, l'abbiamo già intrapresa tanti, tanti anni fa, ed oggi abbiamo già cominciato a raccoglierne i frutti.

Matteo Marinacci

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