"CERCA LA VERITA' ABBONATI AL SECOLO"

La modernizzazione della Destra viaggia anche sulle colonne del "Secolo".

E non da oggi. Fra i giornali di partito, il quotidiano di An è stato in 47 anni di vita sempre attento all'evoluzione tecnologica:
tra i primi a passare dalla linotype alla fotocomposizione, tra i primi ad adottare un sistema editoriale della nuova generazione.
Il "salto" su Internet è un evento a lungo atteso e politicam
ente importantissimo: offrirà su scala mondiale l'opportunità di conoscere, giorno dopo giorno, la Destra italiana senza mediazioni spesso faziose, quasi sempre frettolose. L'ingresso nella rete coincide, tra l'altro, con un ambizioso progetto di rilancio e rinnovamento del giornale che prevede fra l'altro un'edizione domenicale "speciale" dedicata agli approfondimenti, alle inchieste, alle analisi. Il Secolo d'Italia


Acquista il Secolo d'Italia nella tua edicola (€ 0,77)

Sottoscrivi subito l'abbonamento a € 104 pari a £ 201.372 e lo riceverai a casa tua per 12 mesi. E' possibile pagare anche con un versamento su conto corrente postale ( C/C 24158008).

Uff. Abbonamenti:
Via della Scrofa, 39 00186 Roma Tel: /2 Fax:


Sintesi degli interventi di tutti i delegati tratte dal Secolo d'Italia.
Ringraziamo tutto lo staff del Secolo d'Italia per il fondamentale contributo.

Gianni Alemanno: la nostra scelta sociale, nazionale, popolare
L’intervento del leader della «Destra Sociale»

di Girolamo Fragalà

Il Ministro delle Risorse Agricole BOLOGNA. Politica agricola, riforme, ruolo della Destra. Gianni Alemanno parla a una sala stracolma, tocca le corde della passione, si sofferma da ministro necessità di dare nuovi impulsi alla produzione italiana e da militante sull’esigenza di conservare intatto il bagaglio della Destra. «Sono passati sette anni dall’ultimo congresso di An e non sono passati invano dice in apertura Non solo per i risultati raggiunti, ma perché la relazione di Fini segna il compimento della maturità politica e identitaria del nostro partito. Gli esami sono finiti, non ci sono altre svolte ideologiche da compiere, non occorre modificare il nostro simbolo, amputandone questa o quella parte… La Destra sa essere di per sé riformista, con valori forti e chiari». Le linee sono tracciate: «Fini ha parlato di quell’umanesimo del lavoro che ci viene dal grande insegnamento di Giovanni Gentile. E il ”Sole Ore“ ha pubblicato subito un attento e rispettoso commento sul suo significato politico». Nessuna prova di affidabilità da fornire, dunque: «E’ finita la pericolosa e fallimentare tentazione di pensare che l’unica Destra possibile sia liberalliberista di stampo anglosassone. No, è popolare, profondamente radicata un’idea figlia della dottrina sociale della Chiesa. Siamo alfieri che arrestano le derive tecnocratiche del pensiero unico, parliamo di economia sociale di mer cato sottolineando che non va letta in chiave paternalistica ma radicata sulla partecipazione e sulla giustizia sociale». A questo risultato hanno contribuito tutte le componenti di An. Ora però «dobbiamo declinare la relazione di Fini, per poi inserirla nell’agenda di governo». Ecco che Alemanno si sofferma sulla politica agricola che «continua ad essere un po’ dimenticata». Ma molte cose si stanno facendo anche se poi ci sono momenti duri, come quando ci si siede nel Consiglio dei Ministri agricoli dell’Ue: «E’ lì che misuriamo la considerazione degli altri, l’Italia deve risalire la china. Negli anni passati classi dirigenti con complessi di inferiorità hanno svenduto pezzi importanti degli interessi nazionali, accettando impostazioni che ci penalizzano. Non si può giocare in difensiva, bisogna dar vita a un’opera progettuale per imporre più spazio all’agricoltura mediterranea». «Sono cresciuto cantando ”Europa Nazione“ e non lo dimentico aggiunge Alemanno Ma bisogna essere prima buoni italiani. La nostra sfida è nei prossimi mesi, quando saranno rivisti tutti i parametri complessivi in campo agricolo. In quel momento Berlusconi e Fini devono essere al nostro fianco, ci vuole un segnale convergente. Abbiamo le carte in regola per vincere. Abbiamo tradizione, cultura e identità». La linea è quella della profonda rivoluzione conservatrice, che sa preservare i valori. Le riforme sociali. Bisogna dire sì al dialogo. «Non è più il caso di parlare di stralcio sostiene Alemanno ma può essere approfondita un’enorme vastità di tematiche, dallo sviluppo del Sud agli ammortizzatori. Fino a oggi il punto debole è stato principalmente uno: i ministri si sono mossi da soli, mentre è meglio un’azione interdisciplinare. Il discorso delle privatizzazioni può ad esempio diventare un grande laboratorio, per il Mezzogiorno ci vuole un’idea vincente, necessitano grandi infrastrutture, va posta la politica della sicurezza. Palazzo Chigi deve assumersi dunque le sue responsabilità e prendere l’iniziativa dopo il 16 aprile, sedersi al tavolo in modo intelligente e produttivo, dando garanzie alle parti sociali». Il tutto per coronare un sogno, «quel sogno della Nuova Italia che appartiene ai nostri padri, che apparteneva a chi è morto in Russia nel secolo scorso, che apparteneva ai nostri ragazzi uccisi negli anni Settanta», conclude Alemanno tra gli applausi.

<< vai all'elenco degli altri interventi



   
  << torna all'home page
   
(c) 2001 Tutti i diritti riservati - Alleanza Nazionale.it
Scrivi all'Ufficio Internet di An
Area Cantiere Umbria - Destra Sociale in rete Links

areaumbria.org v 4_3